*Scarica la nostra proposta di legge nel link sottostante:
Fiocco Verde – Proposta di Legge Agenzia Sarda delle Entrate

Un momento della raccolta firme a Serramanna

“Mettere insieme” del presidente del comitato Franciscu Sedda

A distanza da poco più di un mese e mezzo dal lancio della raccolta di firme per l’Agenzia Sarda delle Entrate come Fiocco Verde potremmo elencare risultati importanti snocciolando numeri di firme raccolte, cifre di banchetti ed eventi organizzati, minuti e pagine di visibilità sui media, quantità di persone e gruppi che si sono attivati e stanno dando il loro apporto per far diventare reale la nostra proposta di legge, questo piccolo grande passo di responsabilità e sovranità. Ma noi guardiamo a noi stessi, alla nostra gente, alla nostra terra, e percepiamo la sofferenza, il senso di crisi che tutti ci agita, ci scuote, ci leva il sonno e a tratti persino la speranza. Basta guardare un qualunque telegiornale per avere l’impressione che tutto in Sardegna stia cadendo in pezzi. E tutto ciò rende veramente difficile poter gioire, anche quando ce ne sarebbe motivo.
E tuttavia c’è un dato che vogliamo e voglio sottolineare. Un dato più profondo rispetto a qualunque numero e per questo, credo, più decisivo. Un dato che se colto, è capace di dare forza, di infondere voglia di continuare a impegnarsi, che ridà concretezza alla speranza e al desiderio di prosperità dei sardi.
Questo dato è la capacità di mettere insieme le nostre diversità attorno a una proposta concreta che la raccolta di firme del Fiocco Verde sta facendo accadere, giorno per giorno.
Mettere insieme persone diverse, ciascuno con la sua vita, la sua testa, i suoi problemi, le sue aspettative. Tante persone differenti ma portate a lavorare coordinate per un fine condiviso.
Mettere insieme forze sociali differenti, coinvolgendo nella raccolta firme lavoratori del mondo delle imprese e del settore pubblico, artigiani e docenti universitari, imprenditori e disoccupati.
Mettere insieme chi si batte con i denti per la propria sopravvivenza immediata e chi da una posizione economica meno critica cerca di dare comunque il suo contributo alla società in cui vive, tutti impegnati congiuntamente per riconquistare il controllo sulla propria ricchezza e il proprio futuro.
Mettere insieme la società civile e quella parte del mondo della politica che ha ancora voglia di mettersi in discussione piuttosto che chiudersi dentro la propria torre d’avorio, aprendo dialoghi che portino a un reale cambiamento nel modo di governare la Sardegna, mettendo al centro i doveri e i diritti dei sardi, di ogni cittadino sardo. E il senso di responsabilità e di servizio per il bene comune che deve muovere chiunque si candidi a rappresentare i sardi.
Mettere insieme visioni politiche diverse, da chi vede la Sardegna come una nazione e chi ancora la considera una regione, chi crede nell’indipendenza e chi invece pensa a riforme confederali, chi fa politica fuori dal parlamento sardo e chi invece vi sta dentro, chi è in maggioranza e chi in opposizione. Tutti diversi eppure tutti concentrati su di un semplice ma fondamentale punto comune: quello di acquisire sovranità in materia tributaria.
Mettere insieme pragmatismo e visione, incisività sul presente e sguardo sull’orizzonte: perché proporre la costituzione di una Agenzia Sarda delle Entrate significa cambiare fin da subito il rapporto con lo Stato italiano, mettere fine alla vertenza entrate, riprendere il controllo della nostra ricchezza, ridare fiato alla nostra economia, ma al contempo significa anche allenarsi alla responsabilità, al saper fare legge, a costruire piccoli grandi passi di sovranità collettiva e popolare.
Mettere insieme, insomma, tanti sardi di provenienze e parti diverse, uniti in un lavoro e in una battaglia comune.
Perché questa legge non appartiene a singoli ma appartiene a ciascun sardo.
Mettere insieme. Unirsi facendo. Fare la propria unità intorno a una sovranità concreta, a un impegno che guarda lontano, questo è il dato che oggi va raccontato. Per ricordare a noi stessi che la speranza non è mai morta finché si è capaci di lottare con passione e intelligenza per i propri diritti e la propria dignità.

Cagliari, 2 febbraio 2012

Un momento della raccolta firme a Nuoro

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